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La prova TV. sbarca nel calcio dilettanti  -  da valvasev

prova-tv-calcio-dilettanti Il codice di giustizia sportiva ha esteso l’utilizzo delle immagini tv anche nelle partite dei dilettanti: ecco cosa cambia.
Squalifica di Coppa annullata: il Fvg fa scuola in italia. Obiettivo Figc: «Utilizzare le immagini già dal primo grado»

UDINE. Il futuro è arrivato nel calcio dilettantistico. La televisione non servirà più solo per ammirare le gesta dei calciatori che nel fine settimana si esercitano sui campi nostrani, ma sarà anche uno strumento prevedibilmente sempre più diffuso per dirimere alcune questioni relative alla giustizia sportiva.

La possibilità teorica, come per i professionisti, esiste già da qualche anno, ma solo giovedì scorso sono arrivate le prime sentenze emesse prendendo in considerazione filmati televisivi a supporto delle tesi sostenute dalle società.

Le norme. Il codice di giustizia sportiva, in una delle sue tante riforme, ha esteso 4 anni fa anche all'ambito dilettantistico la possibilità "di utilizzare - si legge nell'articolo 35 al comma 1.2 - come mezzo di prova al solo fine dell'irrogazione di sanzioni disciplinari nei confronti di tesserati, anche riprese televisive o altri filmati che offrano piena garanzia tecnica e documentale, qualora essi dimostrino che i documenti ufficiali indicano quale ammonito, espulso o allontanato soggetto diverso dall'autore dell'infrazione".

Il successivo comma 1.3 estende la possibilità di sfruttare il supporto televisivo anche per "dimostrare che il tesserato non ha in alcun modo commesso il fallo di condotta violenta sanzionato dall'arbitro"

I fatti accaduti. Proprio in quest'ultima fattispecie si è inserito il caso Tocchetto-Minisini, figlio del concitato dopo partita della finale dei Coppa Italia tra Cjarlins Muzane e Gemonese. Il direttore di gara aveva espulso Jonathan Tocchetto per aver rifilato un calcio all'avversario, mentre le immagini televisive prodotte dalla Gemonese e ammesse dal giudice sportivo hanno dimostrato che l'autore del gesto violento era stato Marco Minisini con conseguente squalifica di 3 giornate a carico di quest'ultimo.

"Il fatto innovativo - spiega l'avvocato Nicola Paolini, rappresentante della componente calciatori nel direttivo regionale della Figc - è che la Gemonese sia riuscita ad inserirsi nella procedura prima della pronuncia della sentenza di primo grado, fatto mai accaduto prima in Italia, accelerando in tal modo la tempistica relativa al corretto accertamento delle responsabilità".

Diverso il caso relativo invece alla sanzione comminata al difensore dell'Aurora Leonardo Visentini, al quale la corte sportiva di appello federale ha cancellato la squalifica di 3 giornate inflittagli in primo grad dal giudice sportivo, accertando che non era stato lui a "prendere per il collo, con entrambe le mani, un calciatore avversario per poi mollare la presa dopo 1-2 secondi e spingerlo via" in base alle immagini televisive prodotte dalla sua società.

Il futuro. Alla luce di questi due precedenti è immaginabile che tutte i sodalizi siano ora interessati alla produzione di immagini che possano tornare utili per fare chiarezza su questioni di questo tipo. Resta l'interrogativo relativo al fatto che a non tutti i livelli questo possa essere possibile, creando una potenziale disparità di trattamento tra chi può permetterselo e chi no. "Questo è vero - conclude l'avvocato Paolini - ma il supporto televisivo resta pur sempre uno strumento di garanzia, che presente contribuisce a fare verità e che quindi va considerato in modo positivo".

La Figc e le televisioni. Già dallo scorso anno gli uffici romani della Figc ha stipulato un contratto a titolo oneroso con Udinese Tv per la trasmissione di un determinato numero di partite in diretta. "I rapporti di natura economica - conferma il nuovo presidente regionale Ermes Canciani - vengono gestiti dalla "casa madre" di Roma, che dovrebbe destinarci una quota sotto forma di maggior contributo.

Al di là di questo aspetto è comunque importante la collaborazione con tutte le televisioni, per la promozione del nostro movimento e per la soluzione di questioni di giustizia sportiva finalizzate alla correzione di errori che possono sempre capitare". Canciani vuole comunque sottolineare un altro aspetto.

"Deve essere chiaro a tutti - ribadisce - che i giudici sportivi agiscono in piena autonomia rispetto ai comitati regionale e territoriali della Figc. Personalmente auspico comunque che ci possa essere una collaborazione con le nostre componenti, che sono pur sempre di garanzia, per codificare un percorso che faciliti l'utilizzo delle immagini televisive già dal primo grado i giudizio, per evitare appunto situazioni come quella che ha penalizzato il giocatore dell'Aurora".

FONTE: MessaggeroVeneto - 17 Gennaio 2017


Pubblicato il 18/01/2017 @ 09:28  
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